NOCCIOLINI DI CHIVASSO

Nati a Chivasso nei primi anni dell’Ottocento, questi curiosi biscottini, che allora si chiamavano “noasetti” vennero premiati con la più alta onoreficenza all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Fu la pasticceria Bonfante, tuttora esistente, a farli conoscere in tutta Italia promuovendo con impegno questi pasticcini fatti di zucchero, albume d’uovo e nocciole della profumata varietà “Tonda gentile delle Langhe”.

I Nocciolini di Chivasso, deliziosi gustati da soli e in ogni occasione, formano un’accoppiata assai gradevole per il palato se presentati con il classico “bicerin” di origine torinese, bevanda in cui si mescolano caffè, cioccolato e latte, oppure con il più noto zabajone.
(“Pasticcerie in Canavese” di Cigliuti e Brunasso – Grafica Santhiatese Editrice)

In molti casi è l’estro di qualche confettiere a creare dolci diventati con il tempo il vanto delle pasticcerie locali. Come i “nocciolini” di Chivasso, la cui origine viene attribuita a Giovanni Podio: incomincia a produrli nel 1810. Eredi della sua esperienza sono diversi artigiani locali e in particolare il genero, Ernesto Nazzaro, che sul finire del secolo fa conoscere il prodotto in Italia e all’estero, diventando fornitore di Vittorio Emanuele II e ricevendo la più alta onoreficenza all’Esposizione Universale di Parigi del 1900.
(“Dolci delizie subalpine” di Mario Marsero, edizioni Lindau)

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