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SANTUARIO DELLA CONSOLATA

È questo il vero cuore spirituale di Torino. Amatissima da tutta la città, la Madonna della Consolata ha una storia straordinaria, anche se purtroppo manca la documentazione relativa ai primi secoli. Piazza della Consolata era già inclusa nel primissimo nucleo della città romana e qui nel V° secolo sorgeva la chiesa di sant’Andrea, utilizzata per venerare un’icona della Vergine portata dall’Oriente. Tale immagine andò poi persa ma, grazie a un prodigio, venne ritrovata: un cieco, arrivato da Briançon, recuperò la vista proprio cercandola. Era il 20 giugno del 1104. Da allora ogni anno quell’avvenimento viene celebrato con una Processione molto cara ai torinesi.
Questa chiesa, oltre che luogo di pietà estremamente sentito (anche perché ha dato origine ai Missionari e alle Suore Missionarie della Consolata), è anche molto bella: grazie agli interventi di Filippo Juvarra e di Guarino Guarini le sinuosità tipiche del Barocco hanno uniformato gli interventi succedutisi nel tempo. Una particolarità è costituita da un gran numero di ex-voto dipinti a mano, segno della riconoscenza che attraverso i secoli la gente di Torino ha provato verso la sua Protettrice prediletta.

La scritta in alto sul frontone dice “Consolatrix afflictorum”. Ma i torinesi, anche quando sapevano il latino, non l’hanno mai voluta tradurre alla lettera. Da secoli, per tutti, è la Consolà, una parola inventata contro ogni logica, con un’ardita inversione semantica: quasi fosse lei, e non noi, ad aver bisogno di consolazione. Nella città più razionale d’Italia il controsenso verbale della Consolata è il più giusto introibo all’irrazionalità della basilica, che avviluppa il visitatore nella fantasia tortile del barocco, lo coinvolge in una visione aliena, rovesciata specularmente rispetto al mondo esterno.
(Giorgio Calcagno – La Stampa)


IL DUOMO

Il Duomo di Torino è dedicato al patrono della città, San Giovanni Battista. L’edificazione di questa cattedrale dalle linee sobrie ed eleganti fu iniziata nel 1491: primo esempio di architettura rinascimentale della città, arricchita da finissime decorazioni, presentava l’innovativa caratteristica di essere costruita in marmo anziché in cotto rosso. Sul finire del Seicento venne aggiunta la meravigliosa cupola di Guarino Guarini.

Era la notte dell’11 aprile 1997 quando iniziarono a levarsi alte fiamme da questo capolavoro, coperto dai ponteggi per l’opera di restauro. Tanti, tantissimi torinesi accorsero per essere lì, sul luogo di un disastro che andava a toccare l’anima stessa della città. Non ci furono vittime, per fortuna, e questo ci permette di rammaricarci con tutte le nostre forze per i gravi danni subiti da uno dei simboli di Torino.


LA SACRA SINDONE

Nessuno può rimanere indifferente di fronte al grande mistero che avvolge la Sindone, il Sacro Lino che si dice abbia accolto il corpo di Cristo alla fine del supplizio della Croce e che fece perdere le proprie tracce a Costantinopoli. La Sindone riapparve in Europa nel 1353 e da allora è stata di importanza centrale per la cristianità. Dal 1578 è custodita a Torino nella Cappella iniziata da Amedeo di Castellamonte e terminata da Guarino Guarini, ed è possibile osservarla solo in occasione delle Ostensioni. L’ultima è stata durante il Giubileo del 2000: centinaia di migliaia di fedeli sono andati a rendere omaggio a una reliquia di grandissimo valore per ogni persona di fede. Ma la storia, le leggende e le ricerche scientifiche che gravitano intorno a questo straordinario telo sono affascinanti per tutti e possono essere approfondite nel Museo della Sindone, in via San Domenico 28.


IL QUADRILATERO ROMANO E PORTA PALATINA

Il quadrilatero romano, all’interno del quale si trova il Caffè Al Bicerin, è una zona ricca di antiche vestigia. I resti più importanti sono quelli della Porta Palatina che risale circa al 25 a.C. ed era uno dei quattro punti di accesso alla città.
Questa costruzione (due torri collegate da un muro) nel medioevo fu trasformata in abitazione (da cui il nome, anche nella volgarizzazione Porta Palazzo) e poi addirittura in carcere.

A partire dal secolo scorso una serie di restauri ha eliminato le sovrapposizioni architettoniche successive. Nella zona di Porta Palazzo si tiene quotidianamente il più importante mercato della città, che ogni sabato lascia spazio al Balon, il “mercato delle pulci”.


MERCATO DI PORTA PALAZZO E BALON

BalonA Porta Palazzo (piazza della Repubblica) si tiene quotidianamente il più importante mercato della città che è il più esteso mercato di piazza europeo. Centinaia di bancarelle con prodotti alimentari e merci di ogni tipo e provenienza attirano compratori e curiosi in una indimenticabile esperienza.
Ogni sabato mattina nella adiacente zona del Balon si tiene il “mercato delle pulci”, conosciuto appunto come "Balon", dove antiquari, rigattieri e semplici cittadini mettono in vendita qualunque tipo di oggetto usato. Ogni seconda domenica del mese si tiene poi il Gran Balon riservato ai soli antiquari.


PIAZZA CASTELLO

Piazza Castello è il centro della città, non solo geograficamente, ma anche spiritualmente: qui si incrociano tutte le epoche in una sovrapposizione straordinaria. C’è la romana via Garibaldi, il Palazzo Reale che rappresenta il ‘600, il Duomo e la Chiesa di San Lorenzo a ricordarci i fasti barocchi del Guarini, via Roma che si impone con la sua monumentale struttura fascista, così come il grattacielo littorio che incombe sulla piazza. Ma tutto questo è un insieme incredibilmente organico: gli elementi si integrano l’uno con l’altro alla perfezione.
L’apoteosi di questa capacità di accostare i generi è esattamente al centro della piazza: Palazzo Madama.

Torino è una città-antologia, non è un romanzo, è un prontuario di citazioni.
(Lidia Ravera – Genteviaggi)

Sintesi in pietra di secoli di storia, piazza Castello è il cuore della città.
(Milena Ercole – La Cucina Italiana)

 


PALAZZO MADAMA

Costruito sulla base della romana Porta Pretoria (i cui resti possono ancora essere visitati), Palazzo Madama ha un severo corpo principale che risale al 1200. Ma la facciata fu progettata dallo Juvarra, che inserì uno scalone monumentale ricchissimo di decorazioni in pietra e stucco nell’elegante stile dell’epoca. Palazzo Madama è l’emblema perfetto della stratificazione storica della città e ospita le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica.

Informazioni: +39 011 4433501
http://www.palazzomadamatorino.it/


PALAZZO REALE E I GIARDINI REALI

Il Palazzo Reale di Torino si affaccia su Piazza Castello con una bella piazzetta cintata. La facciata è stata magnificamente restaurata e rende onore alla storia di questa residenza. Nata come dimora del vescovo, abbellita a metà del ‘600 da Amedeo di Castellamonte, divenne residenza reale nel 1713. Gli appartamenti offrono una ricca panoramica sul gusto dell’arredo attraverso i secoli con le loro sale affrescate e intagliate, gli stucchi, le porcellane, i preziosi quadri e gli enormi arazzi.

  • Informazioni: + 39 011 4361455

Al Bicerin is only a short walk from the Royal Palace, which at that time was the centre of a city dominated by the powerful Savoy family. No doubt the café was filled with plenty of chatter about the intrigue of palace life.

(Jo McKenna – Italy Down Under- The National Magazine of Italian Australian affairs and culture)


PALAZZO FALLETTI DI BAROLO

Questo grandioso Palazzo, progettato alla fine del 1600, divenne di proprietà dei Marchesi di Barolo mezzo secolo più tardi. Qui venne ospitato Silvio Pellico perché si riprendesse dalla prigionia nella silenziosa tranquillità della biblioteca, di cui gli si affidò la direzione. Le sale riccamente decorate e gli arredi di squisita fattura lo rendono un importante esempio dell’eleganza di Torino capitale.

  • Informazioni: + 39 011 4360311


VIA GARIBALDI

Camminate lungo la via pedonale che parte da Palazzo Madama, in piazza Castello. E mentre la percorrete, ammirando i palazzi barocchi, le chiese, le insegne di antiche farmacie… pensate che questa strada esiste dal tempo degli antichi romani, e che i vostri passi ricalcano quelli di chissà quanti altri. È via Garibaldi, l’antica contrada di Dora Grossa, l’antichissimo Decumanus Maximus.


IL QUADRILATERO ROMANO: LA NOTTE PIÙ VIVACE DI TORINO

L’idea di una Torino grigia e spenta appartiene ormai al passato... negli ultimi anni la città si è risvegliata e una galvanizzante energia ha conquistato il giorno come la notte. Intorno al Bicerin e in tutta la città hanno aperto moltissimi locali: sono vinerie, discopub e ristoranti, tradizionali ed etnici, frequentati da una fauna composita e cosmopolita. Sia nelle notti estive che invernali piazza della Consolata, piazza Emanuele Filiberto, via Sant'Agostino sono pieni di persone festanti. Il Caffè Al Bicerin di notte è chiuso ma è da sempre meta dei nottambuli che al risveglio vi accorrono per gustare una cioccolata o un bicerin e brioches calde...


MAO

Il MAO Museo di Arte Orientale, recentemente inaugurato, vanta una straordinaria collezione.